A due anni, informa una nota, dalla completa chiusura dell’ultimo tratto “Gioia Tauro-Cinquefrondi”, durante i quali sembrava doversi perdere ogni speranza di riapertura, la notizia non può che essere accolta con soddisfazione. Il compiacimento è, probabilmente, in tutti coloro che in questi anni hanno promosso e si sono battuti per la riapertura di queste importanti vie di penetrazione del territorio dal mare verso monte, rilevante fattore di sviluppo per i paesi che attraversavano: comitati di cittadini, sindacati dei lavoratori e associazioni culturali e ambientali. Particolarmente lo saranno le istituzioni che si sono fatte, insieme ad Italia Nostra, promotrici di un protocollo d’intesa che aveva come oggetto proprio il recupero delle Linee Taurensi: la Direzione Regionale per i Beni Culturali, la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici, l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte e l’Università Mediterranea Dipartimento Trasporti e le associazioni, tra le quali l’associazione treni storici e turistici, e i comuni che lo hanno successivamente sottoscritto per adesione.
Il valore storico-culturale e la funzione di attrazione turistica, che le ferrovie cosiddette “minori” ed i treni storici interpretano, stanno dando corpo, in Italia e in Europa, a esperienze di grande successo. Basti pensare alle linee sarde, alle linee turistiche svizzere o al brillante recente recupero della Merano-Malles in Val Venosta. Questa prospettiva è difficile, invece, da far passare in Calabria, ma soprattutto a Reggio, perchè Catanzaro e Cosenza per fortuna hanno saputo salvarle e mantenerle. Sulle meravigliose linee cosentine, infatti, si ricomincia anche a realizzare qualche corsa speciale turistica come quella organizzata il 16 giungo scorso tra Cosenza e Rogliano, per un gruppo di turisti tedeschi e svizzeri e c’è da augurarsi che anche il “trenino della neve”, nel tratto silano, possa riprendere le sue corse.
Senza dubbio, negli anni, sono stati i problemi di natura finanziaria, sia a livello regionale, che di FdC, ad aver condotto allo smantellamento delle Linee Ferroviarie Taurensi e della Mammola - Gioiosa. Il processo però si è consumato sulla scorta, per lo meno, di una grande superficialità. Si è posta, cioè, attenzione solo al risvolto economico diretto (valutazione dei costi) e non a quello indiretto (depauperamento del territorio e potenzialità di sviluppo turistico-culturale) e nella completa assenza di attenzione da parte della classe politica sia regionale, alla quale spetta la visione complessiva e strategica del trasporto regionale, sia, e soprattutto, di quella dei rappresentanti politici della provincia di Reggio Calabria che, nel tempo, hanno assistito, senza battere ciglio, allo smantellamento di un patrimonio di enorme importanza per il territorio provinciale. Cosa che, per fortuna, non è avvenuta per le linee esistenti nel resto del territorio regionale che può ancora fregiarsi di una tratta paesaggisticamente straordinaria come la Catanzaro-Soveria Mannelli, peraltro, molto simile alle Gioia Tauro-Sinopoli e Gioa Tauro-Cinquefrondi dai tracciati immersi nel suggestivo paesaggio degli ulivi impreziositi da opere d’arte, quali viadotti e ponti, ritenute di altissimo pregio ingegneristico da esperti e amatori. Amatori e turisti che dall’estero hanno sempre frequentato le Linee Taurensi e che continuano a chiedere la possibilità di fare percorsi sulle nostre tratte. L’ultima comitiva di tedeschi rimase a terra proprio nel giorno in cui, a giugno di due anni fa', l’ultima “littorina” si fermò per la cessazione definitiva del servizio.
Ciò che veramente sorprende nella vicenda è il disinteresse della maggior parte degli enti comunali i cui territori sono attraversati dalla linea ferrata: poche le azioni propositiva, e poche le azioni di disappunto. L’unico sobbalzo era stato la predisposizione, da parte di sei comuni della Piana, di un PISL che, però, all’atto della sottoscrizione è stato ritirato con la motivazione della impossibilità di realizzare dei PISL per opere ferroviarie. Non sappiamo chi abbia convinto i citati sindaci della Piana di tale limite nella utilizzazione dei PISL. Sappiamo, però, che grazie alla lungimiranza degli amministratori cosentini, con i PISL, verrà finanziato il “Potenziamento della linea ferroviaria Cosenza-Rogliano per circolazione tram-treno” sulla linea di intervento 8.2.1.1 del POR Calabria FERS 2007-2013.
Anche se non adeguatamente compreso dalle nostre parti, il valore di queste linee è tale da aver attratto l’attenzione di un organismo di livello internazionale, la FEDECRAIL, con sede nei Paesi Bassi, che si occupa di valorizzazione di ferrovie storiche e musei ferroviari in Europa. In seguito ad un sopralluogo durato alcuni giorni, avvenuto nel giugno 2012, la questione ferrovie minori della Calabria è stata portata ad un tavolo di valutazione in due meeting internazionali, prima a Pistoia e poi a Budapest.
Oggi, finalmente, sembra che l’attenzione verso queste linee si sia risvegliata e con essa che possa risvegliarsi anche la speranza di rivedere i trenini ripercorrere il paesaggio degli ulivi. Un primo riscontro del nuovo interessamento si era avuto da parte del Presidente della Provincia di Reggio Calabria dott. Giuseppe Raffa che aveva assicurato l’impegno dell’ente per il rilancio delle linee offrendo anche la disponibilità di una partecipazione alle spese per il recupero della Palmi-Gioia Tauro. In seguito, da quando, sia l’infrastruttura che la gestione delle FdC sono passate dal Ministero dei Trasporti alla regione Calabria, per la riapertura della tratta Gioia Tauro –Palmi, sembra si sia aperto uno spiraglio perché l’attuale giunta regionale e, in particolare, l’Assessore ai trasporti Luigi Fedele sta esaminando il problema con interesse. Anche Ferrovie della Calabria appare, finalmente, orientata ad una maggiore attenzione verso le Linee Taurensi come si evince dagli interventi annunciati con soddisfazione dal Direttore generale Ing. Giuseppe Lo Feudo e grazie, anche, alla proficua e fattiva presenza nel Consiglio di Amministrazione di Ferrovie della Calabria di un consigliere della provincia reggina, il gioiese dott. Giuseppe Pedà, che, più volte, ha dimostrato la sua determinazione nel sostenere il valore storico culturale delle ferrovie pianigiane. Molto lascia, quindi, sperare nella possibilità di un futuro per le Linee Taurensi per le quali, la riattivazione della tratta Gioia Tauro-Palmi, potrà rappresentare il primo passo verso la riapertura complessiva che dovrà, naturalmente, far leva, per un adeguato sviluppo economico-sociale della Piana di Gioia Tauro, oltre che sulla funzione di moderno trasporto locale, sulla valenza turistica, data la bellezza del paesaggio attraversato e la presenza, lungo i tracciati, di numerosi e importanti siti di interesse storico e archeologico senza e trascurare le opportunità eno-gastronomiche degli stessi.