Infatti una ricerca avviata dalla professoressa Emilia Zinzi, nota studiosa catanzarese, ha permesso di individuare una serie di grotte rupestri risalenti all'Alto Medioevo, che sarebbero le celle eremitiche dei monaci del Castellense di Cassiodoro''.
Lo scrive Quirino Ledda, presidente di Leacoop cultura, all'assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri.
''Il sistema rupestre e' poco distante dal sito di Santa Maria di Vetere Squillacio - scrive Ledda - che fu sede episcopale ed ospito' una delle piu' importanti comunita' Basiliane dellaCalabria, che pur essendo riconosciuta come monumento nazionale con decreto del 03/06/1952, continua a rimanere in totale abbandono.
A poche centinaia di metri del monumento nazionale (SIC) la campagna di scavi condotta da archeologi francesi e italiani ha messo in luce una piccola parte di una citta' fortezza. A tal proposito il professore Francois Bougard archeologo francese ha scritto ''E' da identificare con la citta' Tardoromana di Scolacium spostata forse ad opera dei Bizantini, nella seconda meta' del VI secolo dal sito di pianura costiera, oggi Roccelletta di Borgia, su un'altura naturalmente difesa, e che servi' da rifugio fortificato durante tutta l'occupazione longobarda, venne abbandonata attorno ai secoli XI e XII per l'attuale Squillace, forse ad opera dei Normanni.
Se su questa area non vi sara' un intervento autorevole, la stessa rischia di essere ulteriormente depurpata dall'incuria del tempo e dai moderni barbari che hanno devastato uno dei tratti piu' belli della Calabria.
Si impone percio', come ho scritto nel 1995 all'assessore del tempo, la realizzazione di un parco archeologico che ne permetta la tutela, per impedire che l'espansione della speculazione edilizia avvenga come nel passato.(ASCA)