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Lettera docenti ITA Tommasi di Cosenza di protesta contro il dimensionamento scolastico

Il 20 dicembre 2013 il Consiglio provinciale ha approvato il piano

di dimensionamento della rete scolastica. Dalla lettura di tale piano il personale docente dell’Istituto Tecnico Agrario “Tommasi” di Cosenza apprende con vivo disappunto che le articolate delibere degli organi collegiali sono state completamente disattese accorpando l’Istituto Tecnico Agrario Tommasi al nuovo Istituto di Istruzione Superiore costituito da ITC Cosentino e IPA Todaro di Rende.

Avevamo chiaramente indicato tutti i validi motivi a favore di un accorpamento della nostra scuola con l’Istituto Alberghiero “Mancini” di Cosenza per altro, già sufficientemente collaudato in questi due anni di reggenza sotto la stessa Dirigenza.

Tra le tante motivazioni, oltre al completamento della filiera agroalimentare risultano fondamentali i fattori di distanza, di raggiungibilità,  di complementarietà e, soprattutto, l’ubicazione  nello stesso Comune.

I centri decisionali hanno, evidentemente, altri fini: non la sopravvivenza ed il rilancio di una scuola unica come la nostra, ma  rendere compatibile il piano di dimensionamento con le aspirazioni di alcuni dirigenti scolastici con la possibilità, nel contempo, di liberare le aree attualmente occupate dall’ITA Tommasi di Cosenza per intenti speculativi.

Il pernicioso accorpamento dell’Istituto Tecnico Agrario “Tommasi” all’Istituto Professionale  “Todaro” di Rende (insieme all’ITC Cosentino) è, probabilmente,  solo il primo passo per la totale distruzione dell’unico Istituto Tecnico Agrario  rimasto in tutta la  provincia. E come fa la Provincia a parlare di costituzione del “polo” agrario? All’IPA Todaro di Rende c’è ormai solo una quarta classe dell’indirizzo agrario.  Il passo successivo sarà probabilmente  quello di spostare le classi da Cosenza a Rende (con notevoli ripercussioni sulla titolarità di tanti docenti ed amministrativi che attualmente sono titolari nel Comune di Cosenza) con la scusa di avere gli uffici amministrativi più vicini, e quindi, basterà attendere solo qualche anno perché l’Istituto Tecnico Agrario faccia a  Lacone di Rende la stessa fine del precedente Istituto Professionale dell’agricoltura”Todaro”.

Così, finalmente, quest’unica area verde  della città di Cosenza scampata all’urbanizzazione per la difesa che noi abbiamo messo in atto (anche a fronte delle richieste dell’amministrazione provinciale) sarà a disposizione per chiunque voglia  proseguire in questa direzione speculativa!

In questa ottica chiediamo al primo cittadino di questo capoluogo di provincia di far sentire la propria voce a difesa di un istituto d’istruzione superiore raro e unico in tutto il territorio.

La nostra scuola  è già stata penalizzata da un decennio, per il susseguirsi e l’avvicendarsi di tanti Dirigenti Scolastici i quali, nonostante la volontà, non hanno avuto  il tempo per programmare e pianificare un percorso di sviluppo della scuola nel futuro. Noi docenti abbiamo retto le sorti dell’istituzione soprattutto per motivi etici e professionali che mirano alla salvaguardia dell’ambiente, della salute e dell’alimentazione in un contesto di trasmissione di questi valori alle nuove generazioni. La maggior parte di noi, provenienti da tutta la provincia, non ha l’interesse di conservarsi il posto sotto casa, ma ha affrontato le difficoltà di raggiungere questo  capoluogo per il solo senso di appartenenza verso una Istituzione che ricopre un ruolo fondamentale in tutto il settore.

Questo sarà l’epilogo dell’ultimo baluardo sopravvissuto dopo il tracollo generale di tutti gli altri istituti tecnici e professionali agrari della provincia; proprio oggi che invece in tutto il territorio nazionale ed europeo si sta registrando un ritorno ai valori, alla cultura e all’economia rurale.

Le responsabilità per tale irriguardoso atteggiamento riservato ad una delibera di Verbale del Collegio Docenti da noi prodotta e di cui ci fu assicurato ampio accoglimento da parte della provincia di Cosenza, sono facilmente individuabili.

Certi di aver fatto tutto il possibile per evitare questo destino segnato inspiegabilmente per una istituzione che invece ha fatto solo del bene alla comunità di Cosenza (attraverso convegni, mostre, conferenze, degustazioni, mercatini eco-solidali, Feste di primavera , corse campestri, giornate ecologiche e non ultime l’impianto presso le scuole medie cittadine dell’ulivo della “pace”) lasciamo valutare a tutti Voi  quanto sopra esposto e se condiviso, fatene pure una personale battaglia a difesa dei diritti dei cittadini.

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