in servizio, pur risultando regolarmente in ufficio a prestare ore di straordinario si trovassero, invece, da tutt'altra parte. I dipendenti pubblici posti ai domiciliari sono Francesco Albano, di 61 anni, Giovanni Attina' (44), Giuseppe Attina' (62), Antonino Gatto (64), Vincenzo Manti (56), Giuseppe Marino (64) e Francesco Pratico' (43). Secondo quanto emerso dagli accertamenti, gli indagati oltre che scambiarsi reciprocamente i badge personali, eludendo cosi il sistema di rilevazione elettronica delle presenze, si sarebbero dedicati, in orario di lavoro, ad attivita' personali come fare la spesa al mercato, leggere il giornale in auto, frequentare circoli ricreativi, supermercati o bar, andare dal barbiere o presenziare a cerimonie funebri; o ancora: prendersi cura del proprio appezzamento di terreno o tenersi in forma con vere e proprie sessioni di "running" quotidiane della durata di 30 minuti all'interno del chiostro di un edificio comunale. I fatti al centro delle indagini risalgono al periodo compreso tra i mesi di marzo ed aprile del 2016 e sono relative alle consultazioni referendarie sulle trivelle. In quella circostanza vennero stanziate somme di denaro che sarebbero dovute servire agli uffici comunali proprio per far fronte ai pagamenti delle ore di lavoro straordinario elettorale. Nei confronti di altriindagati il Gip del Tribunale di Reggio Calabria si e' riservato di emettere misura interdittiva, all'esito dell'interrogatorio. (ANSA).