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Freccia Rossa deragliata a Lodi, Giuseppe Cicciù di Reggio Calabria uno dei due macchinisti morti

Freccia Rossa deragliata a Lodi, Giuseppe Cicciù di Reggio Calabria uno dei due macchinisti morti

Giuseppe Cicciù era un ferroviere e delegato sindacale impegnato e appassionato. "Alle ultime elezioni per le rappresentanze sindacali non si era ricandidato, anche se a malincuore, perché si era risposato da poco e aveva avuto una bambina. Ma lo vedevamo spesso, qui, o nelle nostre sedi alla stazione Garibaldi e in Centrale", ha spiegato il segretario regionale della Fit Cisl, Giovanni Abimelech. "Un amicone, uno allegro e che portava buonumore".

Così lo hanno descritto il macchinista i colleghi e i dirigenti sindacali ancora increduli per quanto accaduto. "Lavorava da tanti anni come macchinista, è stato uno dei primi sui nuovi treni dell'Alta velocità. Era una persona con grande esperienza, non certo un ragazzino, non era certo uno appena arrivato", ha continuato Abimelech all'Ansa. "Pioltello è stata una tragedia e un incidente imperdonabile - ha tuonato il segretario regionale del sindacato di categoria -. Ma noi conosciamo bene quella rete non può deragliare un Frecciarossa, non può, non può".

Un Ferroviere con la "F" maiuscola, una grande professionista e appassionato del suo lavoro. Così è stato invece descritto Mario Di Cuonzo. Vicino alla pensione, "aveva fatto parte della prima squadra reclutata per guidare i Frecciarossa", ha affermato Luigi Ciracì, della segreteria regionale della Filt Cgil.

Ultima modifica il Giovedì, 06 Febbraio 2020 16:37
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