I militari, dopo avere individuato la piantagione con esemplari tutti in avanzato stato di fioritura di un'altezza variabile tra il metro e settanta e i due metri, si sono appostati e hanno sorpreso il trentaquattrenne.
Il terreno utilizzato per la coltivazione, suddiviso su più terrazzamenti, era interamente contornato da una siepe che costituiva una vera e propria barriera e le piantine messe a dimora venivano innaffiate grazie ad un sistema che consentiva il prelievo e l'utilizzo delle acque di un vicino corso d'acqua.
La sostanza stupefacente prodotta dalla piantagione avrebbe potuto fruttare, se immessa sul mercato, circa un milione di euro.