per via di una ragazza contesa. Dinanzi al giudice, Giulio De Gregorio (il processo si sta svolgendo con rito abbreviato), l’imputato ha confessato il fatto di sangue avvenuto il 4 marzo dello scorso anno a Sorianello, nel Vibonese.
Particolarmente utili alle indagini si sono rivelate le conversazioni estrapolate dal cellulare della vittima ritrovato sul luogo ove e’ stata soccorsa prima di essere trasferita in ospedale. Di fatto, grazie a queste conversazioni si e’ potuto appurare che, pochi minuti prima dell’agguato, Bruno Lazzaro era stato messo in guardia dalla ragazza, ex fidanzata di Muller, la quale temeva per la sua incolumita’ in quanto lo stesso era venuto a conoscenza della relazione fra i due. Muller aveva quindi dato appuntamento in auto al cugino per portarlo in localita’ Savini di Sorianello. Qui la lite e’ pero’ degenerata e Muller ha chiamato i carabinieri dicendo che il cugino si era ferito con un ferro. Sia la vittima che l’imputato sono inquadrati dagli inquirenti nel contesto mafioso locale, tanto da essere finiti nell’operazione antimafia denominata “Black Widows” che mira a far luce sulla faida fra le famiglie Nesci ed Inzillo di Sorianello e quindi sullo scontro fra i clan Emanuele e Loielo. (Agi)