Darò conto con un’ampia pubblicazione in via di elaborazione, del lavoro che ho svolto negli anni in cui migliaia e migliaia di calabresi mi hanno “mandato” in Consiglio perché li rappresentassi insieme ai loro problemi.
Ma intanto e subito voglio ringraziare quanti, e sono stati molti, mi hanno chiesto di impegnarmi nuovamente a partire dagli esponenti politici con cui in questi anni ho condiviso ansie, speranze e passioni. Ma soprattutto voglio ringraziare i tantissimi cittadini calabresi che ancora in queste settimane mi hanno fatto sentire la loro vicinanza spronandomi a restare.
E’ a loro, prima di tutto, che devo una spiegazione.
In realtà la mia è una scelta antica. Molti ricorderanno che nel 2011, un anno dopo essere stato rieletto con crescente consenso per la terza volta in Consiglio regionale, in una situazione serena e assolutamente priva di tensioni, presentai una proposta di legge che vietava a chiunque di superare le tre legislature in Consiglio regionale. Mi sono battuto perché quella proposta diventasse legge e devo riconoscere che, su questo punto, sono stato sconfitto. Ma fu praticamente nei giorni in cui presi quell’iniziativa legislativa che maturò la scelta che oggi faccio. C’è e rivendico una coerenza: da quella scelta traggo oggi tutte le conseguenze.
Sono convinto da sempre che la politica debba essere e restare una scelta di servizio e non una professione definitiva.
Avrò e ci saranno altri momenti proficui e di arricchimento reciproco coi miei concittadini calabresi. Da altre postazioni continuerò a restare al servizio loro e delle idee radicate nella mia coscienza e tratte dalla grande esperienza storica della Democrazia Cristiana e della dottrina sociale della chiesa, alle quali mi sono sempre richiamato.
Nessun addio alla politica, quindi. Soltanto un cambio di posizionamento convinto come sono che in ogni momento e da molte posizioni i propri ideali possono continuare ad essere serviti ed onorati.