''Caro Francesco, ho deciso di scriverti pubblicamente perchè ho sempre apprezzato le tue qualità umane e relazionali, direi da signore d'altri tempi e, tuttavia, non avendo avuto modo di parlarti direttamente, posso solo immaginare cosa ti abbia spinto ad abbandonare la carica di consigliere regionale, cosi' come si è appreso venerdì scorso in occasione del consiglio regionale. Ho colto, dalle tue parole, tanta amarezza, soprattutto verso la tua compagine politica che non ha saputo gestire in modo corretto le prospettive di tutto il gruppo dirigente e, probabilmente, ha tradito il desiderio e la convinzione che fosse giunto il tempo del riconoscimento di un tuo ruolo nazionale. Ho apprezzato in passato la tua decisione di abbandonare, dopo le elezioni nazionali, il ruolo di assessore. Ho ritenuto che fosse una scelta politicamente corretta, volta ad allontanare la tentazione di perseguire strade che i ''saltimbanchi'' della politica calcano per mantenere ruoli, visibilità e potere. Tuttavia, le modalita' con cui hai deciso di comunicare la tua decisione di abbandonare il Consiglio Regionale e la politica mi lasciano fortemente interdetto. La Politica è, infatti, servizio, la più alta forma di carità, è sacrificio, coerenza, capacità di lottare. Soprattutto la Politica è capacità di anteporre gli interessi collettivi agli interessi personali mossa dalla voglia di cambiare le cose, sapendo di avere avanti a se' successi ma anche sconfitte. Tutto questo puo' e deve essere alla base dell'impegno politico di chi sceglie questo servizio specie per chi, come te e, senza falsa modestia, come me, ha una professione che puo' liberamente esercitare a prescindere dai ruoli politici. Ecco Francesco, se in te sono venute meno queste motivazioni hai fatto bene a lasciare, ma sono motivazioni imputabili ad un problema personale, storico e contingente.
La denuncia di comportamenti non condivisibili di parte del ceto politico e' necessaria. Ma e' altrettanto necessario combattere e arginare le derive della Politica con un coerente impegno di testimonianza di valori umani, politici e anche religiosi che e' stato anche il tuo impegno.
E' per questo che ti scrivo, conclude Maiolo, perchè mi è difficile accettare la tua messa in discussione della Politica, così come noi la intendiamo, e l'atteggiamento di biasimo e offesa che hanno finito per coinvolgere tutti coloro che continuano a impegnarsi nelle Istituzioni testimoniando i valori di quella Politica che tu, per lungo tempo hai riconosciuto come la speranza di chi ha bisogno di essere rassicurato da Istituzioni credibili in grado di fornire risposte possibili''.