“Ero contrario a spendere dei soldi per costruire un ponte prima ancora che la viabilità delle regioni interessate fosse resa quanto meno decente - continua Bruno -tuttavia, l’avere accantonato l'idea di completare l'unico vero corridoio europeo che coinvolgeva la Calabria ha consentito lo spostamento definitivo di quelle risorse verso i territori del Nord. Purtroppo, devo registrare che i fondi del Ponte sullo Stretto, con l’ultimo Decreto “Fare”, sono stati sostanzialmente spostati all’alta velocità Milano-Genova e alla linea 4 della Metropolitana di Milano. Basta dare un'occhiata alla cartina con le opere previste dal Decreto per rendersi conto della questione: l’intervento più a Sud
previsto nell'Italia continentale è una tratta sulla linea ferroviaria dell’alta velocità della Napoli-Bari. L’AV Napoli – Bari è un’altra opera pubblica, non particolarmente utile, che verrà realizzata, se mai verrà realizzata, in alternativa alla linea ferroviaria che dovrebbe riguardare la Calabria e la
Sicilia. E pensare che già nel decreto precedente i maggiori interventi previsti erano relativi al terzo valico dei Giovi (corridoio 9 Genova-Rotterdam) e al quadruplicamento della linea Fortezza-Verona (corridoio 5) per l'accesso alla galleria del Brennero. Sottolineo, per inciso, che non ho fatto alcun cenno alla localizzazione della Torino-Lione o alle risorse necessarie per l'Expo, giusto per restare solo ai maggiori impegni del Governo. Ammetto che la legge in questione è complessa e
articolata: di certo tra i tanti provvedimenti previsti nel decreto FARE molti sono giusti e da sostenere. Tuttavia, se dovessi fermarmi solo alle parte che riguarda le opere infrastrutturali previste non posso, e non voglio, nascondere una profonda insoddisfazione” conclude Bruno.