Riceviamo e pubblichiamo: La Provincia di Vibo Valentia sarà presente sia il 12 che il 13 Gennaio 2013 con L’istruttore Sc. Raffaele Stillitano del Corpo di Vibo Valentia, (unitamente ad altri colleghi che hanno dato l’adesione ma questa volta non come sindacalista, ma come appartenente con orgoglio alla Polizia Locale Italiana , sventolando l’unica bandiera ammessa alla manifestazione ovvero il TRICOLORE.
Perché una Mobilitazione Nazionale della Polizia Locale?
E' stato nel 2012 che molti dei neo Agenti di Polizia Locale, sperando in una riforma della categoria portata avanti dai Senatori Saia e Barbolini, si sono trovati a Roma davanti a Monte Citorio per un presidio. Nei decenni precedenti ci sono state tante altre manifestazioni, scioperi e cortei, ai quali hanno partecipato molti colleghi.
Sarà presto il 2014 e le cose andranno sempre peggio per tutti, non solo per la Polizia Locale.
Cosa fare allora?
Le strade sono sempre e solo due: non fare niente o fare qualcosa. La nostra riforma ormai giace nei cassetti delle Commissioni Parlamentari e ogni tanto si sveglia qualche politico inserendo un nuovo testo ma al momento tutto tace. I tempi sono quindi più che maturi ed i segnali chiari: la Polizia Locale avverte sempre più un disagio per la sua ibrida collocazione contrattuale e per le mancate tutele, soprattutto se queste anomalie sono paragonate alla tipologia di lavoro che stiamo quotidianamente svolgendo.
Tutto questo si inserisce in contesto più ampio legato ad aspetti trasversali, quali una normativa processualpenalistica e penale non più al passo con le problematiche che deve affrontare la Polizia in genere e l'adeguamento alle direttive Comunitarie a cui è tenuta la ritardataria e dormiente Italia (tra tutte l'adozione di un numero unico di emergenze e la riduzione delle forze di Polizia).
La società è cambiata, le norme sono rimaste le stesse o sono inadeguate e la Polizia soffre; questo potrebbe essere il sunto di tutto.
La Polizia Locale però ha da portare avanti comunque una battaglia per la conquista di quello che è già da tempo necessario: riottenere l'equo indennizzo che Monti ci ha inspiegabilmente tolto, essere liberata dai limiti territoriali delle qualifiche o, almeno, essere alleggerita delle anomalie derivanti dalle competenze territoriali (pensiamo solo al porto dell'arma), beneficiare dell'uso diretto di strumenti imprescindibili per l'attività che si svolge (esempio: accesso allo SDI senza bisogno di appoggiarsi a Polizia di Stato e Carabinieri). C'è bisogno di uniformare la Polizia Locale nelle sue divise diverse da Regione a Regione, di renderla nei fatti e nel diritto POLIZIA.
E' da alcuni mesi che un gruppo di appassionati e tenaci colleghi di tutta Italia si sta adoperando per dare voce a questa esigenza che tutti avvertiamo, organizzando una mobilitazione nazionale, che si svolgerà a metà gennaio (il 12 gennaio a Milano (data in cui ricorre il secondo anniversario dalla morte del collega Nicolò Savarino, ucciso a Milano)
ed il 13 gennaio a Roma). La bellezza di questo progetto è che è nato spontaneamente, senza partire da questa o quella sigla e coinvolgendo non solo operatori del nord, centro e sud Italia ma anche sindacalisti o referenti di associazioni più diverse. E' la volontà di chi sta sulla strada che dà vita a questo tentativo tutto nuovo di dare voce alla Polizia Locale.
Per tale motivo siamo chiamati tutti a prendere parte alla mobilitazione, a scegliere un giorno da dare alla categoria che rappresentiamo e di cui facciamo parte, volenti o nolenti, perché, fino a prova contraria, che siamo entrati da un giorno o da venti anni, siamo tutti nella stessa posizione, tutti sulla stessa barca piena di buchi. Solo la nostra unità ci può portare a dare un segnale. Intendiamoci, non ci dobbiamo illudere che questo porterà al raggiungimento di tutti i risultati che ci stiamo prefissando ma sarà un messaggio chiaro che adesso non abbiamo più bisogno di essere rappresentati da nessuno per muoverci, perchè tutti insieme avvertiamo le stesse esigenze e tutti insieme siamo stanchi di questo trattamento di effettivo svantaggio. Non è una rivendicazione priva di oggettività, un lagnarsi di malfunzionamenti o scarsa considerazione. Abbiamo e stiamo pagando con il nostro sacrificio la mancanza di attenzione da parte dei politici. Le nostre vittime in servizio lo dimostrano, lo gridano. Così non possiamo più andare avanti e far sentire la nostra voce, mostrare la nostra unità è la sola cosa che ci resta. Siamo 65.000 operatori. Cerchiamo di dare qualcosa per il nostro futuro; un giorno di ferie non ci costa niente. Non restiamo con le mani in mano, sperando che il cambiamento avvenga.
I SINDACATI TUTTI e le ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA che vorranno confortare il tutto con la loro presenza, saranno i benvenuti, anzi è AUSPICABILE CHE CI SIANO,
la causa interessa TUTTI indistintamente.
Il 12 e 13 Gennaio 2014 partecipiamo a questa mobilitazione!





