(Stati Uniti), è una storia vera. Macabra, triste (anche se toccante), ma vera. E insegna due cose. Quanto sia fragile la psiche umana di fronte a un fatto tremendo. E che in tanti non sono in grado di accettare la morte di qualcuno a sè caro.
IL FATTO – Chava Stirn, 28 anni, aveva persino indosso gli abiti e le scarpe che la madre Susie Rosenthal, 61 anni, aveva quando è morta. La donna, come se nulla fosse, continuava a replicare scene di vita quotidiana, come cenare o fare un riposino pomeridiano con il cadavere, ormai ridotto ad un cumulo di ossa. Quando era ora di cena la Stirn sistemava lo scheletro su un cumulo di buste della spazzatura, mentre quando era ora di andare a dormire divideva con esso un letto matrimoniale, in cui la parte destinata alla madre era coperta da ammassi di carta. Il tutto è andato avanti per anni, finchè il portiere del palazzo ha notato che c’era una perdita d’acqua dall’ appartamento e, quando ha bussato alla porta, la Stirn si è rifiutata di aprire. A quel punto alcuni operai hanno sfondato la porta e si sono trovati davanti una donna sconvolta seduta su una sedia circondata da cumuli di spazzatura. Da quando è morta la madre (per cause ignote) Chava Stirn non aveva mai più lasciato l’appartamento e si era presa cura di ciò che restava della genitrice. Ora è stata ricoverata in un centro d’igiene mentale.





