Reggio, Centro Agape: diversi i livelli sui cui si dovrà intervenire per dare una svolta alla città

Di seguito la nota di Mario Nasone, Presidente Centro Comunitario Agape: Sono trascorsi nove mesi circa dallo scioglimento del Consiglio Comunale,

il prossimo anno la città sarà chiamata a votare per darsi una rappresentanza elettiva riattivando la normale vita democratica attraverso un governo locale legittimato dal consenso popolare. In vista di quest’appuntamento vi è il timore da parte di tanti che lo scioglimento non sia servito a nulla e che le storture e i meccanismi che lo hanno provocato si ripresenteranno.

In particolare alcune domande sono inevitabili. Come evitare che nel futuro si ripetano gestioni disinvolte da parte di funzionari pubblici d’ingenti somme della comunità senza un minimo controllo e addirittura, come è stato sostenuto da chi ha governato, all’insaputa del livello politico? Come impedire che nelle società e tra i fornitori del Comune non si riaffaccino, magari secondo altre forme quei personaggi e quelle organizzazioni mafiose che finora hanno condizionato la vita dell’Ente?

Senza delegare ancora una volta alla Magistratura e alle Forze dell’ordine sono diversi i livelli sui quali si dovrà intervenire per dare un’effettiva svolta alla città, in primis quello che riguarda un ricambio della classe politica che dovrà esprimere un Consiglio Comunale di alto profilo e un governo che faccia ripartire la città dopo la batosta che ha subito.

Accanto a questo una questione che avrà un grande peso è quella del ruolo che avranno nel futuro i cittadini nelle scelte e nel governo della città. A Reggio si è registrato un grave vuoto di partecipazione democratica alla vita locale che ha contribuito al degrado dell’amministrazione pubblica. E’ urgente quindi individuare nuove regole, forme e strumenti per favorire e ad accrescere l’informazione, l’ascolto dei cittadini, e soprattutto il loro potere decisionale. Lo strumento principe per fare questo è lo statuto comunale, che rappresenta la nostra piccola Costituzione e che disciplina il funzionamento dell’istituzione democratica più importante della città. Reggio l’ha approvato nel lontano 1991 e poi ha avuto delle piccole modifiche di adeguamento a diposizioni legislative nazionali. Un documento base dell’istituzione comune che è conosciuto da pochi, anche perché scarsamente applicato per esempio per quanto riguarda gli istituti di partecipazione popolare e la trasparenza degli atti. Lo Statuto è la carta sulla quale si potrà ripartire dopo l’interruzione traumatica della legislatura facendolo diventare un riferimento importante per tutta la comunità.

Un impegno che la Commissione Straordinaria si può assumere in questa seconda parte di gestione del Comune, è quello di attivare un processo partecipativo che porti alla rivisitazione e alla riformulazione di un nuovo testo dello Statuto Comunale che sia più aderente al contesto attuale. Penso in particolare al ruolo della rete internet che negli ultimi anni ha assunto una valenza fondamentale anche nel rapporto tra cittadini e istituzioni. La proposta che avanzo è di chiedere da parte dei Commissari ad alcuni dei professionisti che avevano curato il testo a quel tempo, penso al prof. Francesco Manganano, all’avv. Benito Spanti e ad altri che si volessero offrire gratuitamente, di occuparsi di questo compito coinvolgendo i cittadini attraverso anche i quotidiani locali e il social network, che potrebbero raccogliere proposte e suggerimenti.

I cittadini di Reggio devono cogliere la sfida partecipativa e democratica prendendo coscienza del grande potere che hanno in mano senza continuare a delegare per poi imprecare contro chi ha tradito il mandato popolare. La sfida si gioca su due fronti, quello di un’effettiva applicazione e messa in opera degli strumenti partecipativi previsti dallo statuto e quello dello sviluppo di nuove forme di comunicazione e di relazione con i cittadini per aumentare la loro capacità di conoscenza e quindi la loro possibilità d’incidenza sulle scelte delle amministrazioni locale. Un ruolo importante in questo processo lo potranno svolgere le associazioni e i movimenti che nella nostra città hanno una diffusione notevole e che possono svolgere un ruolo nel dibattito che si dovrà aprire sul nuovo statuto ed in futuro d’ intermediazione tra cittadini e istituzione comunale.

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