Questa la dichiarazione del procuratore generale di Reggio Calabria Salvatore Di Landro, durante la terza serata della rassegna Tabularasa in corso a Reggio Calabria, intervenendo sul caso dell'ex pentito di 'ndrangheta Nino Lo Giudice. ''Nessuno di noi è depositario del verbo - ha proseguito Di Landro - ma è necessario parlare alla collettività attraverso l'etica del dovere e l'esigenza di verità che esige la nostra funzione. I problemi di questi tre anni non sarebbero stati tali se ci fosse stata una ricerca spasmodica della verita'''.
Insieme a Di Landro sul palco di Tabularasa, leggiamo sul Velino, anche il presidente del Tribunale di Reggio Luciano Gerardis. ''Le istituzioni - ha dichiarato - devono essere al servizio del cittadino. Bisogna valorizzare la comunicazione per dare conto di come si esercita il potere, e' una questione di democrazia''. ''E' comprensibile che i cittadini si sentano lontani dalle istituzioni'' ha aggiunto il presidente del Tribunale di Vibo Valentia Roberto Lucisano, anche lui ospite della serata. ''Il corpo sociale - ha detto Lucisano - deve avere la forza di condannare i comportamenti errati. Non si puo' sempre attendere che sia la magistratura a farlo''. ''Credo che Reggio stia attraversando un momento molto complicato'' ha concluso il commissario straordinario Vincenzo Panico. ''Quando la commissione si e' insediata - ha proseguito - avevamo un bilancio da approvare in due settimane e i lavoratori delle Societa' miste che non prendevano lo stipendio da mesi. Proprio da quelle difficolta' abbiamo trovato la forza di reagire ed oggi guardiamo la situazione da una prospettiva diversa''.





