Poi ci siamo noi che Sud lo chiamiamo semplicemente “Casa”.
Chi vive questa terra ne conosce perfettamente i buchi neri e le rampe dalle quali risalire, conosce il movimento preciso del sole e il posto in cui sorge e tramonta. Chi vive al Sud sa che mare e montagna non sono poi così lontani e immagina quanto possa essere scomodo e stressante vivere il caos della città chiusa in una grigia metropolitana.
Al Sud non è difficile fare amicizia, basta solo voltare il viso e sorridere a chi ti sta affianco, o chiedere qualcosa ad alta voce e fare la telecronaca agitata di una partita su uno schermo di un bar.
Al Sud, capita, che la mattina di Natale fai una passeggiata in spiaggia, succede che i bambini stanno fuori a giocare con il pallone o che i ragazzi si incontrino nei quartieri di questa strana terra.
Succede che non ti senti mai solo, che siamo così tanti a sorridere che quasi formiamo un grosso girotondo di colori e musica.
Se Rino Gaetano non avesse mai vissuto il Sud, ora chi se lo ricorderebbe? E anche le ironiche rime e il sarcasmo velato di Caparezza sono nate al Sud, e Franco Battiato con le sue parabole e il suo modo così pulito di cantare.
Al Sud ci si siede a tavola affamati e ci si alza pieni. Perché a noi piace abbondare di cibi, chiacchere e sorrisi, ci piace pensare che il momento del pranzo e della cena non sia solo un obbligo ma sia un piacere, un diletto, il momento centrale dell’aggregazione casalinga. La televisione la lasciamo a chi non ha nulla da dirsi, e poi se i bicchieri sono pieni di vino rosso, che motivo abbiamo di non ridere?
Al Sud le ragazze sono belle da far girare la testa. Avete presente le modelle tutte ossa e pelle che propinano sullo schermo? La ragazza meridionale è tutto il contrario. Piena di curve e dai capelli mossi e scuri, con gli occhi della terra e la simpatia travolgente.
Al Sud si parte, si fanno le valige grandi e si acquistano biglietti lontani perché si sa, il Sud è una bella cartolina, purtroppo a tratti vuota.
Chi è nato e cresciuto nella terra dell’oblio sa che starci lontano è triste, nostalgico e malinconico. La valigia allora si fa anche per tornare… forse per rivedere i parenti, la spiaggia, il sole e il mare. Per prendere una boccata d’aria in una zona così tanto lasciata andare.
Il Sud ha le braccia grandi per potersi arrampicare ogni volta che viene tirata giù dal burrone, riesce sempre a non toccare il fondo anche se, purtroppo, c’è spesso così vicino.
Dal Sud si scappa, al Sud si torna. E chi vive qui conosce bene gli orari dei treni, i binari, i saluti.
Vivere al Sud è vivere alla giornata, come quando compi qualcosa di bellissimo ma il giorno dopo lo vedi sfuggire dalle mani. Il posto dei sogni è stato ristretto e non ci sono più cassetti per contenerli tutti, ci hanno portato via anche questi.
Non esiste terra nera o terra bianca, non esiste ricchezza e povertà che non venga creata dall’uomo stesso. Non ci sono Regioni che nascono a macchie, ci sono posti che, però, vengono macchiati dalle azioni, dai progetti, dalle associazioni. Il Meridione è caduto in una crisi che ha tolto il pane a migliaia e migliaia di persone. Forse il ritardo del Sud è necessario per avere un equilibrio economico squilibrato: se solo la nostra terra avesse la forza giusta e proporzionata alle risorse, pensate davvero che il resto dell’Italia possa farcela?
Il Sud è un bagaglio che ti porti dentro, è la forza di partire e il coraggio di restare, la tristezza nel vedere infrangere un desiderio mentre il sole tramonta sul colore cristallino di un mare azzurro.
Si chiama Sud ma noi la chiamiamo casa… un posto senza tetto dove la pioggia spesso distrugge, prima che torni a risplendere il sole."





