Il giudizio di primo grado per il giovane professionista, invece, si era concluso l'8 luglio 2010, quando i giudici del tribunale collegiale di Catanzaro accolsero quasi completamente le richieste del pubblico ministero Simona Rossi, che aveva chiesto una condanna a 13 anni di reclusione. Alla richiesta di dichiarare l'imputato colpevole si e' associato anche l'avvocato di parte civile, che allora era Salvatore Veneziano, a nome della mamma della bambina, che oggi ha circa nove anni. Fu proprio la donna a dare il via alle indagini della Polizia con una denuncia sporta contro l'ex marito nel maggio del 2007.
Nei mesi seguenti, a meta' dicembre 2007, l'imputato fini' in manette, e tre giorni dopo lascio' il carcere di Siano per decisione del giudice per le indagini preliminari, che gli concesse i domiciliari, con permesso di recarsi a lavoro. L'imputato, che rispondeva anche di aver detenuto e, secondo le accuse, divulgato attraverso la rete Internet materiale pedo-pornografico, si e' sempre difeso parlando di un accanimento della moglie nei suoi confronti dovuta alla loro separazione, e ricordando che, oltre un anno prima che la donna lo denunciasse, anche lui aveva presentato un esposto al Tribunale dei minorenni di Catanzaro perche', sostenne, la figlioletta gli aveva raccontato di aver visto la madre in atteggiamenti scabrosi con un'altra persona.





