che sappia raccontare e far vedere al mondo quel «pezzo di Calabria aperta, attraente e gradevole per viverci» di cui tutti parlano almeno dagli anni 90 ma nessuno ha ancora concretamente messo in piedi. Una «consapevolezza» ormai diffusa quella che «agroalimentare, la potenziale di attrazione dell'archeologia e la bellezza e la qualità civica delle pendici del Pollino» possano diventare un valore aggiunto capace di invertire anche la «caduta demografica che continua ad essere pesante specie sui borghi minori» ma che seriamente nessuno mai ha cercato di tradurre in una rete virtuosa sulla quale realizzare un «progetto» reale di sviluppo ed attrattiva.
Da qui nasce la volontà, oggi in Calabria, ma estesa anche al resto del Paese, di puntare sulle eccellenze territoriali con il progetto "Luoghi Idea(li)" pensato da Fabrizio Barca che oggi insedia il comitato promotore tra Sibaritide e Pollino. In sala giunta nel Comune di Castrovillari sono arrivati di buon mattino i componenti del comitato che si occuperà di ascoltare le voci del territorio per capire quali «sono le idee, le ragioni, le criticità, le spiegazioni» del perché da anni l'idea di potenzialità di questo territorio «non ha marciato» come doveva e «di cosa avrebbe bisogno per marciare». Ne fanno parte Domenico Cersosimo, Carmine Donzelli, Maria Pirrone, Mauro D'Acri, Enzo Barbieri, Vito Teti, Michele Esposto, Fortunato Amarelli, Fulvia Caligiuri, Pasquale Vacca, Battista Sangineto, Antonello Pompilio, Antonio Schiavelli, Cecilia Parta, Settimio Pisano in rappresentanza del mondo imprenditoriale, tecnico e politico, coordinati da Rachele Grosso Ciponte.
A Presiedere l'organismo ci sarà Pier Giovanni Guzzo archeologo di fama che sarà chiamato, insieme agli altri membri che ne fanno parte, di «costruire le fondamenta di una strategia di questo territorio» e trovare pochi ma essenziali «punti» per dare corpo ad una «Calabria aperta, attraente e gradevole» che restituisca voglia di viverci agli anziani e sappia attrarre i giovani per ritornare e restare. Non una «operazione» che viene da Roma o solo dal territorio. Ma una scelta di fare rete (tra nazionale e locale) per dare corpo ad una via di sviluppo e sostanza che sappia produrre un «itinerario concreto di cui le autorità regionali possano farsi carico».





