ammodernamento e semplificazione della Pubblica Amministrazione; riduzione dei costi della politica; definizione di una politica industriale; istituzione di strumenti di contrasto alla poverta' e finanziamento della non autosufficienza; proroga dei contratti precari e riforma dell'Imu. E' indubbio, pero', che il tema prioritario sia il lavoro che manca e quello che stiamo perdendo a causa di una crisi economica senza precedenti''. A parlare e' il Segretario generale della Uil Calabria, Roberto Castagna, che denuncia ''la particolare gravita' della situazione calabrese e la mancanza di un minimo di strategia da parte della Regione sul versante della crescita''.
''Non c'e un minimo di bussola sul lavoro! Si naviga a vista - dice Castagna - utilizzando strumenti desueti e non avendo una minima idea di sviluppo di questa nostra regione.
Il confronto langue e non si intravvede alcuna possibilita' di imboccare un percorso capace di dare risposte occupazionali ad una platea di giovani, e non solo, dotati di grandi intelligenze e di alta scolarita'.
A farla da padrone e' qualche manciata di clientelismo, il piu' delle volte familismo, la creazione di un po' di precariato ma nulla di produttivo e di duraturo. Il servizio sanitario peggiora, sotto la scure del Piano di rientro, le Aziende chiudono e i posti di lavoro si perdono, nell'indifferenza della politica, i giovani aspettano un lavoro che tarda a venire perche' manca un minimo di strategia di sviluppo e di crescita. Tutto si consuma in uno scenario in cui la rappresentanza politica ed istituzionale - afferma Castagna - non e' capace di proporre un modello di sviluppo per questa regione.
Recenti studi ci dicono che nel prossimo decennio la nuova occupazione riguardera' prevalentemente i lavori nei servizi sanitari e sociali, l'istruzione e la formazione, le energie rinnovabili, l'ambiente, la produzione e l'utilizzo di tecnologie della comunicazione e dell'informazione, alcune tipologie di manifatturiero e neo artigianale, la cultura e il turismo.
Tutto cio' ci fa capire che stimolare lo sviluppo e la modernizzazione di questi settori e' il miglior modo per assicurare lavoro buono e durevoli prospettive occupazionali ai giovani.
Un quadro non difficile da comprendere ma meno facile da disegnare se il governo della regione e' affidato ad una maggioranza senza idee e ad una opposizione silente.
Per dare lavoro ai giovani non bastano leggi ed incentivi ma bisogna fare sistema. In tale direzione chiediamo al Presidente Scopelliti e alla sua Giunta di fare la propria parte fino in fondo''. (asca)





