“E. Majorana” di Rossano (CS), si svolgerà uno degli incontri previsti dal progetto formativo “Il sangue rosa. La strage delle donne”, promosso dal Prefetto di Cosenza, a cui parteciperanno l’I.T.A.S. e l’I. T.C., sedi aggregate dell’Istituto d’Istruzione Superiore di Rossano e l’I.I.S. “San Nilo” di Rossano. Ideato da Cinzia Falcone, presidente dell’A.N.I.M.E.D. (Associazione Nazionale Interculturale Mediterranea) e inserito nell'ampio programma “Giovani e legalità” (un percorso educativo atto ad intervenire con efficacia sulle tematiche legate alla diffusione della legalità nelle scuole), “Il sangue rosa”, rappresenta una valida strategia d’intervento mirata a sensibilizzare una vasta ed eterogenea gamma di utenti in termini di età (studenti tra i 14 e i 18 anni e docenti), di estrazione sociale, appartenenza religiosa, grado d’istruzione e orientamento sessuale. La cultura della legalità, praticata attraverso il rispetto delle regole per una pacifica convivenza, può combattere quell'assurda logica di possesso. La stessa che autorizza qualsiasi forma di abuso nei riguardi delle donne, sino ad ucciderle. L’iniziativa, che coinvolge ben 18 istituti della provincia di Cosenza, intende abbattere il muro dell’indifferenza combattendo l’isolamento e il silenzio, tipici di chi è vittima di abusi. Conoscenza e prevenzione del fenomeno, dunque, le metodologie d’intervento previste nella fase formativa realizzata dallo staff dell’Animed, con la collaborazione di esperti e delle Forze dell’ Ordine che avverrà durante l’incontro moderato dalla giornalista Francesca Porco a cui prenderanno parte, i referenti promotori dello stesso, il giornalista Arcangelo Badolati, il presidente dell’Animed, Cinzia Falcone e il Capitano Francesco Panebianco, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Rossano. Inoltre, il progetto propone la Prima Edizione del Concorso scolastico “Il sangue rosa” che darà l’opportunità agli studenti di realizzare un elaborato finale (tema, poesia, fotografia, dipinto, etc.) con l’obiettivo di promuovere approfondimenti e riflessioni sulla fenomenologia in oggetto. Imparare a superare gli stereotipi di genere, partendo proprio dalle scuole è
il primo passo per formare i giovani e scuotere le loro coscienze. Le dinamiche di un amore malato sono quelle illustrate dal corto “Piccole cose di valore non quantificabile”, di Paolo Genovesi e Luca Miniero, che sarà proiettato durante l’incontro. Un video coinvolgente che descrive una denuncia pronunciata attraverso il linguaggio sibillino di una giovane ragazza, alla quale i lunghi anni di violenza hanno rubato le speranze, i desideri, l’amore, logorando la sua stessa anima per sempre.
“Il sangue rosa”: STOP alla violenza
ROSSANO - Domani 9 aprile 2014, alle ore 10.00, presso l’I.P.A. e l’I.T. A., sedi aggregate dell’I.I.S.





