KICK OFF. Il calcio d'inizio del FILO DI SOPHIA

COSENZA - "Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, lì ricomincia la storia del calcio" (Jorge Luis Borges) 

Martedì 3 dicembre ore 20:45 (aula F1 cubo 18C Unical) calcio d'inizio della nuova stagione del A.C. FILO DI SOPHIA, la sesta consecutiva nella massima serie. "Anche quest'anno puntiamo a un campionato di vertice", ha dichiarato il Presidente, rinnovando in toto la fiducia allo staff tecnico dello scorso anno. Attorniati da una macro-scenografia, decisamente pallonara, e in diretta streaming sul sito lupiindiretta.it, diverse saranno le incursioni offensive in area di rigore:

❐ "Nato Libero" un monologo di Dario Greco, interpretato da Ernesto Orrico

❐ Proiezioni e mostre pallonare

❐ "Pallonate e pallonità". Il calcio sociale nell'era del neoliberismo (a
cura di Claudio Dionesalvi)

❐ Dj set sul filo del fuorigioco (con quei bravi ragazzi di Santino Cundari
e Angelo Cosentino)

❐ Mangia&Bevi fino al 90°

 

NATO LIBERO

"Nato Libero" è un flusso di coscienza, una calata nei ricordi e nella memoria di un calciatore. Attraverso pensieri e parole disarticolate racconta la sua esperienza in campo e fuori, racconto di un ruolo che di fatto, nel calcio contemporaneo, non esiste più, il libero. Attraverso una sequenza di suggestioni, di amarcord, di amici incontrati nel campo, di avversari fermati in area di rigore emergono rimpianti, desideri, grinta e sogni di uno sport che forse è esistito solo nella visione romantica che ha caratterizzato una generazione e un modo di vivere. PALLONE E PALLONITÀ «Non c’è nella storia italiana del ‘900 un fenomeno giovanile di massa

parimenti dotato di cotante originalità, imprevedibilità e lunga durata. Negli stadi di calcio, luoghi concepiti per assorbire l’energia umana e distrarne le potenzialità critiche, gli ultrà hanno mescolato “guerre in trappola” a ribellione pura, resistendo per 40 anni alle ristrutturazioni dell’industria del pallone. Illuminante, in proposito, la narrazione d Valerio Marchi: “Noi siamo nati proprio dall’idea che il gioco del calcio, e con esso l’intera nostra esistenza, stesse prendendo una brutta piega,
sempre più affari e meno passione. E che non avevamo nessuna intenzione di star là a guardare, idealmente a bocca spalancata, mentre ci inculcavano la
vita sotto ogni aspetto. Così ci siamo tenuti ben stretta l’idea inglese del campionato parallelo, non abbiamo mai rinunciato alla baldoria e alla violenza, ma abbiamo irrorato la felicità del nostro teppismo con cisterne di rabbia sociale. Il nostro reciproco cercarci e trovarci in giro per gli stadi d’Italia è esploso in una pratica più complessa, e pericolosa, che il semplice confrontarsi con avversari di turno. Più complessa perché implica il ruolo di unica forma di resistenza alle trasformazioni affaristico-commerciali del sistema-calcio, più pericoloso perché eleva a proprio primo e peggior nemico non più l’avversario ma appunto il sistema”» (tratto da Claudio Dionesalvi, “CARTA” settimanale 3/9 settembre 2010 n°
28).

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