di realizzare i loro più grandi progetti e promesse.
Il popolo, invece, resta a casa a guardare.
La vera e sola unica vincitrice di queste tristi elezioni regionali è l’astensione. Così, mentre i politici stappano le bottiglie e brindano alla vittoria, i Calabresi rimangono fermi a guardare.
Dati allarmanti e un flusso di persone davvero minimo, solo il 43,8% degli elettori al voto (per non prendere in considerazione chi, al posto della X ha disegnato faccine o simpatiche vignette ironiche).
Allora, cosa c’è da festeggiare?
E’ una domanda abbastanza spontanea, forse un quesito che viene sottovalutato, in questo triste clima politico fatto di volantini e campagne elettorali, belle interviste e lunghe passeggiate per le vie più affollate della città, tutti pronti a farsi vedere sereni e tranquilli.
Promesse, progetti, sogni che, probabilmente, ormai fanno ridere anche gli “elettori”. Quest’anno l’affluenza è crollata come mai si era visto ma, quello che si nasconde dietro questo silenzio e questa astensione, non sembra preoccupare i neo eletti in un clima politico abbastanza vuoto di sostegni da parte del popolo.
Percentuali in meno e pochissime tessere elettorali da sfogliare e controllare quindi, quest’anno, non c’è proprio nulla da festeggiare.
Votano meno di un elettore su due, un calo del 15% rispetto a quattro anni fa, un dato comunque lontano anche solo al 50%.
Se il popolo non vota perché non crede alle continue promesse fatte, ai progetti stabiliti e ai risultati mai arrivati… i politici su quale base creano i sostegni della vittoria?





