Oliverio al convegno sul dissesto idrogeologico

“Per troppo tempo la nostra regione ha registrato un vero e proprio abbandono del suo territorio.

Soprattutto negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio allentamento della cura e della manutenzione del sistema idraulico e delle aste fluviali. Agli incendi che, di volta in volta, hanno distrutto enormi aree adibite a verde non sono succeduti interventi di rimboschimento e di manutenzione e di tutto ciò oggi paghiamo un prezzo altissimo”.

Questo ha detto il presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio intervenendo ai lavori del convegno presieduto dal Consigliere regionale del Pd Guccione, sul tema: “Dissesto idrogeologico: stato di attuazione dell’APQ tra il Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare e la Regione Calabria del 25 novembre 2010 ed Emergenza Sibari”.

“Dal 2010 ad oggi –ha ricordato, tra l’altro, il presidente della Provincia di Cosenza- abbiamo registrato tre calamità naturali che hanno determinato un dissesto drammatico di tutto il territorio regionale. Nella sola provincia di Cosenza abbiamo registrato danni alla viabilità, che conta circa 3200 chilometri di strade, pari a circa 500 milioni di euro, a cui vanno sommati anche quelli subiti dai comuni e dai privati cittadini. Interi versanti di territorio sono franati. I danni hanno interessato non solo le infrastrutture, ma anche i centri urbani e i costi per far fronte all’emergenza sono gravati quasi totalmente sugli enti locali. Una situazione di questo tipo, e questo è il motivo vero dell’iniziativa di oggi, richiede un intervento di carattere strutturale che dovrebbe comportare il finanziamento di un programma di sistemazione idrogeologica del territorio e di difesa del suolo da parte dello Stato. Questo ci consentirebbe di evitare ulteriori aggravamenti della situazione, di non sprecare risorse per fronteggiare le emergenze che di volta in volta si presentano e di poter finalmente mettere in campo una politica di cura e di prevenzione del territorio e di mitigazione del rischio. In questo quadro e con questo spirito nel 2010 fu sottoscritto tra la Regione Calabria e il Ministero per l’Ambiente un Accordo di Programma Quadro attraverso cui furono destinati alla Calabria 220 milioni di euro per la realizzazione di 189 interventi. Dopo due mesi da quell’accordo fu nominato un commissario la cui presenza ha finito per ingessare completamente la gestione di questo settore, tant’è che dei 189 interventi solo uno, quello affidato alla Provincia di Cosenza, è stato condotto in porto. La vicenda dell’esondazione del Crati e l’allagamento del Parco Archeologico di Sibari, d’altra parte, è emblematica di come sono state gestite le cose”.

“Il problema che poniamo oggi, dunque, -ha concluso Oliverio- è quello di poter utilizzare appieno le risorse disponibili, velocizzare le procedure e individuare un sistema che possa consentire di intervenire rapidamente in un territorio che è già gravemente dissestato. Se non si parte dal dato strutturale, questa regione non avrà alcun futuro”.

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